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  >  ASIA   >  NON SOLO RISO: LA CUCINA FILIPPINA
cucina filippina

In breve

La cucina filippina è ancora poco conosciuta, ma la sua grande varietà dovuta all’influenza di culture diverse permette di trovare gusti per ogni palato. 

Esperienza suggerita: preparati a un’esperienza culinaria assaggiando la cucina filippina e i suoi dolci.

Tempo di lettura: 3 minuti.

La cucina filippina consiste in una combinazione di ingredienti e sapori nata dalla contaminazione tra culture diverse: quella asiatica, ma anche e soprattutto quella spagnola e americana.

Una cucina poco conosciuta e unica al mondo che si propone come crocevia di influenze e gusti diversi.

Una cucina semplice e genuina che parla della storia delle sue oltre sette mila isole.

Quando la storia di un paese entra nel piatto

La cucina filippina è strettamente legata alla storia del suo Paese.

Colonia spagnola per più di tre secoli e sotto il controllo degli Stati Uniti da fine Ottocento alla seconda guerra mondiale, le Filippine hanno subìto l’influenza dei propri dominatori sia sotto il profilo culturale che, inevitabilmente, quello culinario.

Si deve ai colonizzatori spagnoli l’importazione di pietanze come le EMPANADAS, la paella – inaspettatamente uno dei piatti più diffusi – e lo chorizo, una sorta di salsiccia piccante di maiale e aglio. Gli americani, invece, hanno lasciato in eredità – oltre l’uso diffuso dell’inglese – i numerosi fast food che costellano le città filippine.

Non solo spagnole e americane, ma anche influenze asiatiche: salsa di soia, agrodolci e combinazioni a base di zenzero sono proprie della cucina cinese, mentre curry e uso del latte di cocco sono tracce della Malesia.

Come per la maggior parte dei paesi dell’Asia, anche la cucina filippina si basa sul riso, coltivato per la prima volta dalle stirpe mongole giunte 15 mila anni fa.

Il riso viene spesso accompagnato da frutta fresca come mango, papaya o banana, oltre che da carne (soprattutto maiale e pollo) e pesce.

bowl riso

Bowl di riso | © Viaggiare comunque

Spesso le pietanze vengono cotte nel latte di cocco o condite con salsa di soia.

Tra le preparazioni più popolari troviamo l’adobo – stracotto di maiale marinato in salsa di soia, aceto, pepe e alloro -, i pancit – spaghetti/tagliolini di riso saltati in diversi modi-, e l’halo-halo (“mescola-mescola“) – il dolce nazionale a base di ghiaccio tritato e latte condensato a cui si aggiungono vari ingredienti come purè di patate viola, cocco in gelatina, fagioli e molto altro.

pancit

Piatto di pancit | © Viaggiare comunque

halo-halo

Halo-halo

Solo i palati più coraggiosi assaggiano il balut, uovo fecondato e bollito poco prima della sua schiusa, quando l’embrione è quasi formato, considerato una prelibatezza nelle Filippine.

balut

Balut | © Marshall Astor

Alcune curiosità

Nella tradizione culinaria filippina sopravvivono tuttora alcune antiche credenze, alcune delle quali vengono ancora rispettate.

Tra queste, ad esempio, è diffusa l’idea che sia meglio non nutrirsi di quelle parti dell’animale che presentano una patologia nel soggetto che le assume: se soffri di emicrania non mangiare il cervello, se sei affetto da epatopatia non assaggiare il fegato.

Vengono spesso evitati anche quei cibi di origine vegetale il cui comportamento è simile a quello della malattia da cui si è afflitti: meglio non nutrirsi di piante rampicanti se si hanno patologie cutanee che si diffondono sulla pelle né di frutti di palme che oscillano e tremano al vento se si soffre di convulsioni.

È anche sconsigliato cibarsi di animali come pipistrelli e tartarughe, per allontanare il pericolo di cadere a testa in giù o sottosopra.

Anche l’assonanza linguistica di alcuni cibi con certe parole filippine deve essere tenuta in considerazione, come ad esempio un tipo di fagiolo detto “kadièsche” che ricorda il suono di “adiòs” cioè arrivederci e che quindi indurrebbe l’abbandono delle forze o una particolare zucca detta “kalubay“, che potrebbe indurre stanchezza (“malubay“).

La cucina filippina. Una cucina dalle numerose influenze e usanze. Una cucina che vale la pena provare.

Se vuoi assaggiare i sapori filippini ti consiglio di provare il ristorante YUM, uno dei pochi ristoranti di Milano che propone questa cucina. E per provare il mitico dolce halo-halo vai da HALO HALO BAR al parco Sempione.

Provato da me

Creo contenuti per il web e progetto itinerari, ma soprattutto sono una viaggiatrice appassionata. Insieme a me puoi scoprire il mondo ogni giorno, attraverso stimoli ed esperienze che ti permettano di approfondire le diverse culture. Credo fortemente che viaggiare significhi guardare con curiosità e occhi sempre nuovi tutto quello che ci circonda.

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