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  >  Architettura   >  MINIMALISMO E SEMPLICITÀ : LA CASA TRADIZIONALE GIAPPONESE
casa tradizionale giapponese

In breve

La casa tradizionale giapponese rappresenta il lusso della semplicità. Pochi elementi, costruiti con materiali naturali e studiati per gestire lo spazio in maniera funzionale. Il suo fascino è indubbio, ma la vita all’interno non è così scontata. 

Esperienza suggerita: in un viaggio in Giappone non perderti la visita a un’abitazione tradizionale, come la casa museo di Nara. 

Tempo di lettura: 3 minuti.

Si sa, il gusto per la semplicità fa parte della filosofia di vita giapponese.

Linee pulite, materiali naturali e arredi minimali caratterizzano le abitazioni tradizionali del Giappone, concepite con l’intento di creare uno spazio per l’uomo in armonia con l’ambiente circostante.

Anche se si è abituati a immaginare gli abitanti del Sol Levante stretti nei loro piccoli appartamenti moderni nel centro di Tokyo, non è raro incontrare tutt’ora autentiche case giapponesi in periferia o nelle zone più rurali.

Ma come si svolge la vita all’interno di queste particolari abitazioni?

Legno, paglia e carta: l'identita della casa giapponese

Secondo i giapponesi, il luogo in cui si vive deve rispettare la natura e trovarsi in equilibrio con essa, favorendo così il benessere di chi ci abita.

Ecco il motivo dell’utilizzo di materiali naturali, concepiti in uno spazio che permetta la comunicazione tra interno ed esterno.

La struttura della casa tradizionale giapponese si basa infatti su travi e pilastri di legno su cui si muovono pareti scorrevoli di legno e carta di riso, ottime per l’illuminazione e l’areazione degli spazi e per comporre l’ambiente a seconda delle necessità.

Il pavimento invece è ricoperto da tatami, pannelli costituiti da telai in legno rivestiti di paglia intrecciata e pressata. Pensa che il tatami era così diffuso che ancora oggi viene utilizzato come standard per misurare l’ampiezza di una stanza.

La scelta di utilizzare materiali leggeri è dovuta principalmente a due motivi: favorire il ricambio d’aria durante le estati decisamente umide e afose e contrastare i frequenti terremoti.

Sono due gli spazi in cui si articola l’abitazione nipponica.

Il primo luogo che accoglie gli abitanti è chiamato genkan, una sorta di ingresso situato a un livello inferiore rispetto al resto della casa. La rimanente parte, invece, è destinata alle zone abitabili vere e proprie.

Tutte le pareti – sia perimetrali che interne – sono dette shoji e sono scorrevoli e rimovibili, agevolando la strutturazione degli ambienti a seconda della destinazione d’uso e, durante la bella stagione, aprendosi verso il giardino per fare entrare l’aria fresca e la natura.

Una casa ecologica e funzionale, che non lascia spazio agli elementi superflui.

casa giapponese - tatami

La vita all'interno di un'abitazione tradizionale

Le Machiya – case tradizionali giapponesi – nascono come abitazioni povere, destinate ad artigiani, allevatori e mercanti.

Persone capaci di accontentarsi di una vita semplice, a contatto con la natura e soprattutto con la propria anima, senza le distrazioni di elementi inutili e dissonanti.

Anche la struttura dell’edificio rispecchia questa filosofia.

L’arredamento è scarno, quasi inesistente, ad eccezione di pochi armadi a muro e una credenza dove riporre gli utensili per cucinare.

Sempre negli armadi vengono custoditi durante il giorno i futon, materassi che – una volta srotolati – sostituiscono il letto.

L’idea alla base è quella di un processo di semplificazione e di eliminazione di tutto ciò che è considerato superfluo e inutile.

Nel passaggio dalla notte al giorno, la stessa stanza cambia funzione: con le prime ore del mattino i futon lasciano il posto a un basso tavolino e ad ampi cuscini dove sedersi nei momenti di convivialità.

futon

L’irori, focolare domestico ricavato da una cavità nel pavimento, serve per cucinare e riscaldarsi.

All’interno della casa tradizionale giapponese ci si sposta a piedi nudi o con i tipici zoccoli di legno, ma comunque senza scarpe, che vengono riposte in appositi armadietti all’ingresso.

Ogni abitazione è dotata anche di un’area adibita alla cerimonia del tè – rituale centrale nella cultura giapponese – spesso situata all’interno del giardino.

Se questo particolare modo di vivere ti incuriosisce, a Nara – nel quartiere di Naramachi – è possibile visitare una CASA MUSEO che ha mantenuto nel tempo il suo aspetto tradizionale. Altrimenti, per un’esperienza tipicamente giapponese, puoi dormire in un ryokan, albergo tradizionale del Giappone.

E tu? Pensi che riusciresti a vivere in una casa così essenziale?

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Creo contenuti per il web e progetto itinerari, ma soprattutto sono una viaggiatrice appassionata. Insieme a me puoi scoprire il mondo ogni giorno, attraverso stimoli ed esperienze che ti permettano di approfondire le diverse culture. Credo fortemente che viaggiare significhi guardare con curiosità e occhi sempre nuovi tutto quello che ci circonda.

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