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  >  ASIA   >  LA CITTÀ DI TROIA TRA MITO E REALTÀ
cavallo di troia

In breve

Il mito del cavallo di Troia, reso famoso dai poemi epici, è noto a tutti. Ma forse solo pochi sanno che ancora oggi è possibile visitare le rovine dell’antica città e degli insediamenti adiacenti e che quest’anno si festeggiano i vent’anni dall’inclusione del sito nell’UNESCO. 

Esperienza suggerita: parti per la Turchia alla scoperta dell’antica Troia o rivivi il mito attraverso la pellicola “Troy”.

Tempo di lettura: 3 minuti.

La città di Troia – sita all’entrata dell’Ellesponto nell’odierna Turchia – è, fin dai tempi di Omero, nota universalmente per il mito del suo cavallo tramandato grazie ai poemi epici.

Troia non è solo leggenda, bensì crocevia per popoli, culture e religioni: una città da sempre situata in posizione strategica a cavallo tra l’Anatolia e il mondo mediterraneo.

Della sua antica gloria attualmente non resta che Truva, un piccolo centro abitato da un centinaio di persone, e il sito archeologico con le rovine che proprio quest’anno festeggia i vent’anni da quando è stato proclamato nel 1998 patrimonio UNESCO.

Il mito del cavallo

Tutti conoscono l’espressione “cavallo di Troia” riferita a qualcuno o a qualcosa che si infiltra tra i nemici con l’inganno per facilitare la vittoria della propria fazione.

Non tutti forse ricordano il suo mito.

Ci troviamo nel contesto della guerra di Troia combattuta tra gli Achei – popolazione ellenica – e la città di Troia intorno al 1200 a.C. e i cui avvenimenti sono giunti a noi grazie ai poemi epici Iliade e Odissea di Omero.

Si narra che il tutto abbia avuto inizio con il rapimento di Elena – regina della futura Sparta e considerata la donna più bella del mondo – per mano di Paride, figlio di Priamo, il re di Troia.

Dopo circa dieci anni di conflitto, Troia cade grazie allo stratagemma del cavallo di legno ideato da Ulisse: i Greci inscenano il loro ritiro dalla spiaggia di Troia e lasciano un enorme cavallo di legno che fingono sia un dono alla Dea Atena.

Ma dentro al ventre del cavallo si nascondono alcuni tra i più valorosi guerrieri greci che, inconsapevolmente, vengono portati dai troiani all’interno delle mura della città per festeggiare la dipartita.

Ed è durante che la notte che i soldati escono dal cavallo e aprono le porte di Troia ai compagni determinando la sconfitta della città.

cavallo di Troia, Tiepolo
La processione del cavallo di Troia, Tiepolo (1740 c.a.)

Contrariamente a quanto si crede, la narrazione del mito non appartiene all’Iliade di Omero e viene solo incidentalmente citato nell’Odissea, ma è invece ampiamente sviluppato nell’Eneide di Virgilio.

Alcuni sostengono che in realtà non si trattasse di un cavallo – in greco “hippos“- ma che vi sia un equivoco millenario sull’episodio dovuto alla traduzione dei poemi, trattandosi bensì di una nave fenicia a testa equina chiamata anch’essa “hippos“.

Ad avvalorare questa tesi resta anche il fatto che Omero ha dimostrato di conoscere perfettamente l’argomento marinaresco tanto da lasciarci una grande quantità di informazioni sulla tecnologia costruttiva delle navi antiche.

La leggenda della guerra di Troia è ben narrata nel film TROY di Wolfgang Petersen.

La citta di Troia oggi

Oggi è possibile visitare il sito archeologico di Troia grazie alla scoperta delle sue rovine da parte dell’imprenditore e archeologo tedesco Heinrich Schliemann nel 1871.

Fino ad allora si pensava che la città fosse semplice leggenda e che in realtà non fosse mai esistita.

A differenza di quanto si immagini, il sito archeologico di Troia non contiene le rovine di un’unica città antica, bensì quelle di almeno nove insediamenti diversi risalenti fin alla prima Età del Bronzo e che si sono succeduti nel tempo, tra distruzione e rinascita.

La prima città fu fondata nel III millennio a.C. e prosperò come città mercantile grazie alla sua posizione che permetteva agli abitanti di controllare i Dardanellli, la via d’acqua usata da tutte le navi mercantili che dal Mar Egeo si dirigono verso il Mar Nero.

cartina Troia

L’importanza di Troia, infatti, va ben oltre il mito: grazie alla sua importanza strategica, ha svolto da sempre un ruolo vitale di collegamento tra Oriente e Occidente. Un importante centro per il commercio e per il dialogo, di cui ancora oggi si possono vedere testimonianze.

E quale anno migliore se non il 2018 – il ventesimo dall’inserimento del sito archeologico nell’UNESCO – per visitare Troia? Nuovi itinerari culturali e nuove attrazioni, tra cui il museo di Troia, premiato a livello internazionale e considerato uno dei migliori esempi di architettura contemporanea per i musei archeologici del XXI secolo.

Creo contenuti per il web e progetto itinerari, ma soprattutto sono una viaggiatrice appassionata. Insieme a me puoi scoprire il mondo ogni giorno, attraverso stimoli ed esperienze che ti permettano di approfondire le diverse culture. Credo fortemente che viaggiare significhi guardare con curiosità e occhi sempre nuovi tutto quello che ci circonda.

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