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tango argentino

In breve

Il tango è conosciuto in tutto il mondo per la sua anima sentimentale e per i suoi testi dal significato profondo e Carlos Gardel è considerato uno dei padri di questo genere. 

Esperienza suggerita: lasciati andare alle emozioni sulle note del tango di Carlos Gardel. 

Tempo di lettura: 3 minuti.

Nel giugno del 1935 una donna cubana si suicidò all’Avana, mentre a New York e a Porto Rico altre due donne ingerirono del veleno.

Tutte a causa dello stesso motivo: l’incidente aereo che aveva causato la morte dell’allora quarantaquattrenne cantante di tango Carlos Gardel.

Il bambino senza padre nato a Tolosa, emigrato a soli due anni a Buenos Aires, cresciuto con la madre nel barrio de Abasto e scopertosi poi leggenda di quella forma unica di poesia, musica e danza che va sotto il nome di tango.

Il tango argentino

Il tango è un sentimento. Un groviglio di pensieri non detti, di gesti esibiti, di sottili intenzioni. Un perdersi e lasciarsi nel controllo di sé” (Tango 99).

Genere musicale, ballo, interpretazione artistica, modo di esprimersi, linguaggio del corpo.

Il tango argentino è questo e molto altro ancora.

Nato a fine Ottocento tra Buenos Aires e Montevideo, tra Argentina e Uruguay, come espressione popolare e sintesi tra diversi generi popolari soprattutto dei creoli e degli immigrati, il tango inizialmente è respinto dalla buona società e rimane circoscritto ai gruppi marginali.

Si cantano i valori della vita, il degrado della società, l’esperienza comunitaria, sempre con una nota nostalgica.

E si balla.

Un ballo caratterizzato dall’improvvisazione, dall’eleganza e dalla passionalità.

Quando la borghesia europea scoprirà questa danza, se ne innamorerà perdutamente e ne consacrerà l’internazionalizzazione, pur legandolo a stretti canoni e regole rigide.

Ma il tango rioplatese – segno distintivo della cultura argentina – è cosa diversa: è istintività, è erotismo, è sentimento.

E dal 2009 è anche patrimonio dell’UNESCO.

La cancion di Gardel

Carlos Gardel

El morocho del Abasto“, “il brunetto di Abasto“, così era soprannominato Carlos Gardel, considerato il più importante interprete di tango al mondo.

Una sorta di Rodolfo Valentino sudamericano che con la sua voce da baritono e con il suo fascino e carisma, alimentati dai testi struggenti delle sue canzoni e dai ruoli sentimentali dei film in cui aveva recitato, ha conquistato i cuori di tutta l’America Latina.

Gardel era nato in Francia nel 1887, ma già a due anni cresceva insieme alla madre tra le strade di Buenos Aires.

Il luogo di nascita è ancora oggi controverso, tanto che alcuni sostengono che sia nato in Uruguay a Tacuarembó da un ricco proprietario terriero e dalla nuora tredicenne e che quindi fu affidato a una ragazza, la madre di Gardel appunto.

Già da ragazzino incomincia a mantenersi intrattenendo i vicini con il suo modo di cantare ispirato e proponendo musica popolare alle fiere e alle feste private.

Ma la svolta si ha nel 1917 quando, per la prima volta, Gardel si esibisce in un famoso teatro di Buenos Aires cantando un tango – “Mi noche triste“- ottenendo il favore del suo pubblico.

Da quel momento il suo successo è diventato inarrestabile e a lui si deve il merito di aver portato la canción del tango oltre i confini nazionali, facendola approdare a Parigi e New York.

Con la sua musica, Gardel è riuscito a trasformare il tango in un fenomeno raffinato e alla moda, garantendosi l’accesso ai salotti di Buenos Aires e di tutta l’America Latina.

Non è stata nemmeno la sua morte avvenuta prematuramente a interrompere la sua fama: ancora oggi le sue canzoni risuonano nelle varie milongas, le sale da ballo del tango.

Creo contenuti per il web e progetto itinerari, ma soprattutto sono una viaggiatrice appassionata. Insieme a me puoi scoprire il mondo ogni giorno, attraverso stimoli ed esperienze che ti permettano di approfondire le diverse culture. Credo fortemente che viaggiare significhi guardare con curiosità e occhi sempre nuovi tutto quello che ci circonda.

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