“IL RAGAZZO CHE CATTURÒ IL VENTO” E IL FUTURO DEL MALAWI

Il ragazzo che catturò il vento

In breve

La potenza dell’istruzione come motore del cambiamento. Questo è il messaggio del film “Il ragazzo che catturò il vento“, uno sguardo sul Malawi e sulle vicende delle persone che lo abitano. 

Esperienza suggerita: apri una finestra sull’Africa leggendo il libro o guardando il film “Il ragazzo che catturò il vento”.

Tempo di lettura: 3 minuti.

Il ragazzo che catturò il vento” è un film tratto da una storia vera raccontata nell’omonimo libro scritto dal protagonista della vicenda, William Kamkwamba, e portato sullo schermo da Chiwetel Ejiofor, attore nominato agli Oscar per “12 anni schiavo” e agli esordi come regista.

Ci troviamo nel 2001 nel villaggio di Wimbe in Malawi, un piccolo Stato dell’Africa sud-orientale stretto tra Tanzania, Mozambico e Zambia e lontano dalle rotte turistiche più battute. Una nazione che vive del rapporto delicato con la sua terra, coinvolta nel 2001 in una grossa siccità e in una conseguente carestia, aggravate dalle politiche di un governo poco sensibile alle speranze del suo popolo.

La pellicola racconta di come il giovane protagonista, ispirandosi ai libri di scienze della biblioteca della scuola, costruisca una pala eolica creata con i rifiuti e capace di sfruttare l’energia del vento per pompare acqua dal sottosuolo e allontanare dal suo villaggio la carestia.

Un film sul potere dell’istruzione e della scienza come motore del cambiamento e chiave per il progresso di una nazione.

Una vicenda su più piani

La trama de “Il ragazzo che catturò il vento” si sviluppa su più piani, come cerchi concentrici via via più stretti: la storia del Paese, la storia di una famiglia, la storia del protagonista.

Il Malawi è una nazione ancora legata alle tradizioni e alle credenze del suo popolo, impegnato ogni giorno a lavorare la terra e a coltivare prodotti utili per il sostentamento: è la natura a dettare le regole, e le persone devono adattarsi. Ma accanto esiste il Malawi di chi può permettersi di studiare, di chi antepone la mente a due braccia e cerca di migliorare la propria condizione.

E l’importanza dell’istruzione è ben chiara ai genitori di William, una mamma e un papà che scelgono di educare i figli in un’ottica moderna, andando incontro a sacrifici per permettere loro di frequentare la scuola. Un padre autoritario e testardo che nasconde una grande sensibilità, ma legato a un approccio tradizionale alla realtà perché l’unico che conosce. Una madre che sostiene la famiglia con impegno e amore, ma che soffre per le continue difficoltà.

William, il figlio adolescente, è la speranza per il villaggio e la dimostrazione che con cultura e immaginazione si può cambiare il proprio destino. Grazie al suo intuito riesce a far convergere l’impegno di tutti gli abitanti verso un unico obiettivo: portare l’acqua nei campi. Lavorare, insieme, con comprensione e collaborazione. Ma soprattutto con fiducia verso chi conosce qualcosa di più perché ha avuto gli strumenti per accrescere la propria cultura e ha scelto di condividere le proprie competenze per raggiungere un risultato comune.

Catturare il vento e trasformarlo in energia vitale, che ridà la forza a un popolo. Questo è il risultato dell’impegno di William e della comunità.

La chiave dell'interpretazione

Il ragazzo che catturò il vento” affronta con sensibilità la questione politica, economica e sociale del Malawi, impegnandosi a raccontare storie africane al di fuori del continente.

La cinematografia spesso fornisce una sola visione del continente nero, ma non permette di conoscere la realtà delle persone che ci vivono. Storie di difficoltà, ma anche di speranza. Questo è l’intento del film, un film che guarda a un futuro dove sono i giovani ad avere il compito di muovere il cambiamento. Giovani protagonisti e non spettatori, alla conquista del proprio futuro: non aspettano miracoli, non aspettano che piova dal cielo, ma cercano di lavorare insieme per cambiare il destino delle cose.

E lo scontro tra il padre e il figlio, tra chi appartiene alla vecchia e chi alla nuova generazione, tra chi è ancorato al passato e chi invece guarda avanti rappresenta la chiave dell’interpretazione del film: è inutile e improduttivo continuare a lavorare la terra arida, ma bisogna sfruttare l’ingegno per migliorarsi.

Non una pellicola compassionevole sull’Africa, bensì sul ruolo centrale dell’istruzione e su quanto, invece, l’ingenuità e l’ignoranza possano gettare nello sconforto.

Un’occasione per conoscere una parte del mondo poco nota, dedicando due ore alla visione su Netflix.

Provato da me