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  >  CENTRO - SUD AFRICA   >  ETHIO-JAZZ: L’ETIOPIA INCONTRA IL JAZZ
Mulatu Astatke

In breve

L’ethio-jazz combina in modo sapiente le sonorità del jazz con la musica tradizionale etiope. Fondato da Mulatu Astatke, questo genere poco conosciuto è stato la colonna sonora dell’Addis Abeba degli anni Sessanta e Settanta. 

Esperienza suggerita: scopri le origini dell’ethio-jazz dalle note di Mulatu Astatke.

Tempo di lettura: 4 minuti.

Se si pensa al jazz, la nostra mente viene rimandata subito ai musicisti di New Orleans o agli iconici club di Chicago tra luci soffuse e fumo di sigarette. Se si immagina la musica etiope, la si associa ai ritmi tradizionali. Tuttavia, grazie all’ethio-jazz, questi due mondi apparentemente così lontani sono in realtà più vicini di quanto si creda.

Ci troviamo alla fine degli anni Sessanta quando Addis Abeba – la capitale dell’Etiopia – sotto l’ultimo imperatore Hailé Selassié sta vivendo il culmine della sua esperienza musicale e artistica, guadagnando l’appellativo di “Swinging Addis“.

Nei ristoranti e nei locali della città incominciano infatti a riecheggiare sonorità inedite, frutto della fusione tra jazz, ritmi latini e musica tradizionale etiope.

Perciò, anche se forse non molti lo sanno, l’Etiopia occupa un posto speciale nell’universo della musica jazz.

Quando il jazz arriva in Etiopia

Il jazz nasce negli Stati Uniti come musica degli schiavi afro-americani che, per trovare conforto alle loro condizioni e alleggerire il carico di lavoro, improvvisavano canti.

Il nome jazz infatti sembrerebbe una storpiatura del termine francese “jass” da “jasser” che significa “gracchiare, fare rumore”, per indicare proprio il vociare degli africani deportati e schiavizzati.

Con la diffusione delle registrazioni e i tour degli artisti, le note jazz ritornano in Africa e, riconoscendo alcune sonorità, i musicisti locali iniziano a riadattarle a loro piacimento dando vita a nuove forme musicali.

Così ha origine l’ethio-jazz, le cui prime tracce possono essere riscontrate nella musica di Nerses Nalbandian, armeno di nascita, ma cresciuto in Etiopia che, con le sue note, ha contribuito a sperimentare sonorità inedite.

Ma il vero padre di questo genere frutto di contaminazione è sicuramente Mulatu Astatke.

Il maestro dell'ethio-jazz: Mulatu Astatke

Mulatu Astatke nasce nel 1943 in Etiopia, ma presto si trasferisce in Galles per studiare ingegneria.

Subito capisce però che la sua strada è la musica e decide di spostarsi a Boston al Berklee College – la sola scuola di jazz dell’epoca – dove era l’unico studente africano.

Lì incomincia ad avvicinarsi al jazz americano e a sperimentare la fusione tra quest’ultimo e la musica popolare etiope. Attraverso l’improvvisazione, fonde le melodie della tradizione della sua Terra con i suoni e gli strumenti della musica occidentale, creando l’ethio-jazz.

Carico di esperienze, alla fine anni degli anni Sessanta ritorna in Etiopia per far conoscere quello che ha imparato ai suoi connazionali.

Se all’inizio l’ethio-jazz non era molto capito per via dei suoi ritmi inconsueti, tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta vive il periodo del suo massimo successo.

Tuttavia pochi anni dopo – nel 1974 – entra in scena la Derg, una giunta militare filo-sovietica, che rovescia il governo e sale al potere, censurando ogni espressione artistica di ispirazione occidentale.

Mulatu Astatke decide di rimanere comunque in Etiopia e di diffondere la sua musica al di fuori dei confini nazionali attraverso i numerosi concerti.

Il destino del jazz etiope

L’ethio-jazz continua comunque a sopravvivere all’estero.

Chi ha contribuito maggiormente a rendere noto questo genere musicale è stata l’etichetta francese indipendente Buda Musique che dal 1998 ha scelto di ripubblicare le voci dei talenti etiopi, raccogliendole nella collezione “Ethiopiques“.

La fama di Mulatu Astatke è cresciuta notevolmente anche in occidente grazie al film Broken Flowers del 2005 diretto da Jim Jarmusch e con Bill Murray, per cui l’artista jazz ha composto la colonna sonora.

Anche in patria la situazione è cambiata.

Dal 1991 l’Etiopia è diventata una democrazia e la musica è riaffiorata. Oggi ad Addis Abeba la storia dell’ethio-jazz viene insegnata nelle scuole ed è inoltre emersa una nuova generazione i musicisti che, insieme ai vecchi maestri, sta cercando di riportare alla luce il vecchio passato glorioso.

Mulatu Astatke, nonostante i suoi 75 anni, è ancora molto attivo e continua a ispirare diversi artisti. Se sei fortunato, puoi avere ancora l’occasione di sentirlo suonare dal vivo, magari all’Itegue Taitu Hotel, l’albergo più antico della capitale e sede della scena jazz.

Creo contenuti per il web e progetto itinerari, ma soprattutto sono una viaggiatrice appassionata. Insieme a me puoi scoprire il mondo ogni giorno, attraverso stimoli ed esperienze che ti permettano di approfondire le diverse culture. Credo fortemente che viaggiare significhi guardare con curiosità e occhi sempre nuovi tutto quello che ci circonda.

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