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EMERALD HILL: LA SINGAPORE CHE NON TI ASPETTI

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In breve

A fianco della Singapore ultra moderna, esiste una città che nasconde quartieri densi di storia e personalità. Come Emerald Hill – nei pressi della famosa Orchard Road – dove si respira un’atmosfera di altri tempi. 

Esperienza suggerita: allontanati dai grattacieli e dalla frenesia e visita il quartiere residenziale di Emerald Hill. 

Tempo di lettura: 3 minuti.

Accanto alla Singapore dei grattacieli e delle costruzioni avveniristiche, esiste una Singapore che non ti aspetti fatta di quartieri residenziali popolati da villette a schiera color pastello costeggiate da alberi di frangipane, dove quasi si fatica a credere di essere in una delle metropoli più all’avanguardia del mondo.

Basta infatti allontanarsi di pochi passi dalla famosa Orchard Road – la frequentata via dei negozi – per essere trasportati nel primo Novecento, in un universo talmente perfetto da sembrare quasi irreale: architetture curate nei minimi dettagli, marciapiedi ombreggiati da porticati e bar sofisticati sono il biglietto da visita di Emerald Hill.

Ambiente di pace e tranquillità. Quartiere dalla precisa identità. Luogo fuori dal tempo.

Storia e origini di Emerald Hill

Se a inizio Ottocento ci si fosse trovati nei pressi dell’attuale Emerald Hill, al posto delle caratteristiche case a schiera ci si sarebbe imbattuti nell’impenetrabile foresta pluviale, sostituita poi da piantagioni di pepe introdotte dai primi immigrati cinesi per guadagnarsi da vivere.

A metà secolo la terra viene affittata dall’allora direttore delle poste William Cuppage per produrre noce moscata, coltivazione che però viene distrutta intorno al 1860 a causa di una malattia delle piante. L’esperienza delle piantagioni porta però Cuppage a costruire nei pressi del proprio business le prime abitazioni (Erin Lodge e Fern Cottage), dove l’imprenditore vive fino alla sua morte avvenuta nel 1872.

I terreni passano allora nelle mani delle figlie e, successivamente, in quelle dell’avvocato Edwin Koek – suocero di una delle due giovani donne – che li trasforma in frutteti, rivelandosi anch’essa un’attività poco riuscita. Ma anche Koek lascia traccia del suo passaggio costruendo un’altra casa: Claregrove.

I primi reali insediamenti risalgono ai primi del Novecento per opera degli imprenditori Seah Boon Kang e Seah Boon Kiat che demoliscono le tre abitazioni esistenti per far spazio a case a schiera. Dei trentotto lotti acquistati, ventotto vengono venduti principalmente a famiglie Peranakan, discendenti dei primi immigrati cinesi sposati con locali e stabilitisi nel Sudest asiatico.

Ora del 1918 Emerald Hill è popolata da un centinaio di case, trasformandosi in uno dei quartieri residenziali più apprezzati di tutta Singapore.

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La vita trascorre agiata, in case spaziose e dal design curato. Non manca poi l’attenzione alla cultura: gli abitanti di Emerald Hill sono membri di famiglie benestanti che risentono di un’educazione internazionale. Educazione che viene trasmessa alle nuove generazioni grazie anche alla rinomata scuola femminile cinese di Singapore (SCGS).

Bisogna poi attendere il 1989 affinché Emerald Hill diventi un’area di conservazione, protetta per la sua originale atmosfera dal sapore coloniale e dall’influsso cinese barocco. Un mix di culture che ha reso il quartiere unico nel suo genere.

Lo stile delle shophouse

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L’architettura delle shophouse di Emerald Hill – costruzioni urbane che fungono sia da abitazione che da spazio commerciale – risente sia dell’influenza occidentale che di quella orientale: da un lato la contaminazione degli edifici classici greci e romani e delle case a schiera in stile georgiano, dall’altro l’influsso orientale cinese, indiano e malese. L’elaborazione dei canoni europei secondo il gusto locale.

Gli edifici – che in origine presentano al piano terra lo spazio per l’attività commerciale e al primo piano la zona privata con le camere da letto – all’interno si sviluppano in lunghezza e sono fronteggiati da verande coperte che creano un passaggio tra le varie shophouse conosciute come “five-foot ways“.

Ancora oggi le originali villette mantengono intatto il fascino del passato: superate le pintu pagar, coppie di porte girevoli che danno accesso alla struttura, si respira un’atmosfera senza tempo che lascia alle spalle la frenesia di una metropoli che oggi conta oltre cinque milioni di abitanti.

Passeggiando per le vie di Emerald Hill, il design delle facciate permette di distinguere i diversi stili delle shophouse: Early Style (1840-1900), Transitional Style (1890-1910), Chinese Baroque Style (1910-1930), Art Deco Style (1930-1960) e Early Modernism Style (1950-1970).

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Come riconoscerle? Basta sollevare gli occhi. Procedendo lungo Emerald Hill Road si possono ammirare al civico 56 una delle costruzioni più antiche risalente al 1906; dal numero 39 al 45 abitazioni dalle facciate ampie e portoni in stile barocco cinese; tra il 64 e il 74 è evidente il connubio tra classicismo europeo e simbolismo cinese; mentre dal numero 120 al 130 sono situate shophouse in pieno stile Art Deco. 

Una pausa dal trambusto cittadino per conoscere una Singapore inedita.

Provato da me