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  >  ASIA   >  DALLA GRAN BRETAGNA ALLO SRI LANKA: IL TÈ DI CEYLON
te di ceylon

In breve

Sono gli inglesi ad aver introdotto in Sri Lanka a fine Ottocento le piantagioni di , trovando terreno fertile per la loro crescita. Oggi la terra di Ceylon è il terzo produttore al mondo di tè, motore dell’economia del paese.

Esperienza suggerita: impara la lavorazione delle foglie di tè dalle donne singalesi con una visita alla Hill Country in Sri Lanka.

Tempo di lettura: 3 minuti.

Lo Sri Lanka è tanto famoso per i sorrisi cordiali del suo popolo, quanto per la tipica immagine delle lavoratrici con il loro sari colorato che spiccanotra le verdissime piantagioni di .

Tè e Sri Lanka hanno infatti una storia intrecciata.

Una storia legata all’influenza del dominio britannico e all’importanza del tè nei mercati commerciali europei.

Il clima adatto alla crescita delle coltivazioni ha permesso infatti allo Sri Lanka di diventare uno dei principali produttori di tè e, ancora oggi, la varietà di Ceylon è considerata una delle più pregiate al mondo.

Il the: una tradizione inglese trapiantata in Sri Lanka

Gli appassionati conoscono sicuramente il tè nero di Ceylon.

Ceylon è il nome dello Sri lanka sotto l’impero britannico tra inizio Ottocento e il 1948, anno dell’indipendenza del paese, trasformatosi poi in Sri (“risplendente“) Lanka (“isola“) negli anni Settanta.

E sono proprio i britannici a trasformare l’isola dell’Oceano Indiano in un luogo adatto alla produzione del tè, allora bene di largo consumo in Europa.

L’introduzione della Camellia Sinensis – la pianta da cui si produce il tè – è piuttosto recente e risale al 1870 quando un batterio distrugge le coltivazioni di caffè e James Taylor, brillante imprenditore scozzese, ha un’intuizione che svolterà le sorti dell’economia.

Camellia Sinensis

Sostituire le piantagioni di caffè con quelle di tè, che trovano terreno fertile nell’entroterra dell’isola di Ceylon, sembra essere il rimedio perfetto ai danni subiti dall’industria della scura bevanda.

Nel giro di pochi anni, la giungla lascia il posto alle coltivazioni di tè e migliaia di abitanti dell’isola – oltre che un gran numero di etnia Tamil dell’India meridionale, mescolati alla popolazione locale – vengono impegnati nella sua produzione.

Un altro nome legato in maniera inscindibile al tè di Ceylon è Thomas Lipton.

Una volta scoperta la fortuna legata al commercio del tè, molti industriali britannici basano la propria attività in Sri Lanka.

Ma l’obiettivo di Lipton è diverso da tutti: tagliare i costi dell’intermediazione per rendere il tè accessibile anche al ceto medio inglese e distribuire il prodotto in maniera innovativa, da vendere confezionato in pacchetti dai colori vivaci e accattivanti.

Un successo garantito, tanto che anche oggi se si parla di Lipton, tutti conosciamo il suo tè.

Dalla piantagione alla tazza: il processo di lavorazione del tè

Il consumo di tè non è una tradizione solamente inglese, ma è diventato comune anche per gli abitanti dello Sri Lanka.

Ovunque si vada, agli ospiti viene sempre offerta una tazza di tè, accompagnata dal latte. Perfect british style.

Ma il tè che viene bevuto è il frutto di una lavorazione complessa, per mano di raccoglitrici per lo più donne di origine Tamil che vivono in villaggi agricoli.

Il particolare clima dello Sri Lanka permette la rigenerazione delle piante e la nascita di nuovi germogli circa ogni due settimane, rendendo così possibile la raccolta delle foglie di tè tutto l’anno.

Una volta prese le foglie, queste vengono lasciate asciugare su lunghe griglie per togliere l’umidità e, quando asciutte, vengono arrotolate su se stesse per facilitare l’assorbimento dell’ossigeno, liberando con questo movimento i loro oli essenziali.

Il passo successivo è lo smistamento delle foglie in base alla loro dimensione: quelle più piccole, ossia le più giovani, sono le più pregiate e servono per produrre il tè più costoso.

Ma il processo fondamentale nella produzione del tè di Ceylon è la fermentazione che prevede l’ossidazione delle foglie in un ambiente molto umido, conferendo loro un colore bruno-ramato.

Fa seguito poi l’essiccazione in un forno caldo per arrestare l’ossidazione e, una volta pronto, il tè viene portato nella capitale Colombo, da dove viene distribuito nel resto del mondo.

Un processo lungo e complesso, reso perfetto dalle mani delle lavoratrici singalesi.

Infinite distese verdi caratterizzano quindi il profilo dello Sri Lanka, terra del tè, dove la Hill Country – zona collinare tappezzata da piantagioni – rappresenta il panorama più noto.

piantagione di tè

© Jaromír Kavan

Non perdere quindi l’occasione, nel tuo viaggio nella terra del Ceylon, di conoscere da vicino la cultura e la lavorazione del tè.

Una tradizione relativamente recente, ma che ha trasformato l’economia di un intero paese.

Creo contenuti per il web e progetto itinerari, ma soprattutto sono una viaggiatrice appassionata. Insieme a me puoi scoprire il mondo ogni giorno, attraverso stimoli ed esperienze che ti permettano di approfondire le diverse culture. Credo fortemente che viaggiare significhi guardare con curiosità e occhi sempre nuovi tutto quello che ci circonda.

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