Come viaggiare quando non puoi partire

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Quando è nato Viaggiare comunque avevo in mente due obiettivi: far conoscere il mondo da una prospettiva vera, sincera, autentica e permettere alle persone di viaggiare anche quando non possono partire. Sì, hai letto bene. Perché il viaggio non è solo la partenza. Il viaggio è anche ciò che la precede e ciò che accade al ritorno, quando con un senso di nostalgia svuoti l’ultima tasca della tua valigia. Quello che succede nel mentre – il viaggio in sé – è solo una piccola parentesi di un processo di arricchimento molto maggiore.

Il bello di viaggiare – secondo la filosofia di Viaggiare comunque – è avvicinarsi a culture distanti da quelle a cui siamo abituati, sfidare i limiti della propria conoscenza, imparare dagli altri. E questo lo si può fare sia mentre si è lontani da casa, sia nel luogo dove si vive. Viaggiare vuol dire conversare con le persone che arrivano da mondi remoti e farsi raccontare la loro storia, significa assaporare cibi etnici per abituare il proprio palato a nuovi sapori, è leggere un libro o guardare un film che rimandano ad altri popoli.

Il viaggio è dentro di noi, è il nostro modo di approcciarsi alla realtà, è il filtro tramite cui conosciamo le cose. E le esploriamo. Esploriamo il diverso, per arricchirci attraverso esso. Viaggiare è guardare quello che ci circonda con occhi sempre nuovi, scoprendo ogni giorno un piccolo particolare, sfuggente a un primo sguardo, ma significativo.

Oggi, così attratti da stimoli esterni che mostrano un mondo patinato, poco aderente alla realtà, è più che mai importante creare il proprio punto di vista, informarsi, conoscere in prima persona. Questo è il senso del viaggio. E questo lo si può fare ogni giorno, con passione, se si ha un obiettivo: rendere se stessi cittadini del mondo migliori attraverso il contatto con l’altro.

In un’epoca dove ciò che è diverso fa scaturire sentimenti di paura, quando in realtà “diverso” significa soltanto “non ancora conosciuto, scoperto“, è ancora più fondamentale aprirsi al viaggio inteso come esplorazione quotidiana della realtà a cui apparteniamo.

Il viaggio incomincia quando prenoti il tuo posto su quel volo tanto atteso e i mesi prima della partenza, mentre ti informi, cerchi suggestioni, cose da vedere. Il viaggio è quando cammini per le strade della tua città e ti poni delle domande, approcci con curiosità quello che non conosci. E non si conclude quando scendi dall’aereo. Il viaggio è quello che ti rimane dentro.

Cinque modi per scoprire il mondo senza muoversi da casa

Ma quindi, si può viaggiare anche senza partire? La risposta è sì.

Quando il portafoglio fatica a chiudersi per i troppi scontrini piuttosto che per le banconote, il lavoro e la famiglia impongono la sedentarietà o – semplicemente – si è troppo stanchi per fare le valigie, il trucco è non demordere: il desiderio di andare, di muoversi, di scoprire può essere soddisfatto anche restando nei propri luoghi abituali.

Esistono tanti modi per viaggiare senza allontanarsi troppo da casa e provare l’esperienza di culture diverse attraverso attività da svolgere quando non si ha la possibilità di partire davvero. Dalle mostre e i concerti di artisti stranieri ai corsi di lingua o di danza etnica, dai ristoranti e i supermarket etnici alle ricette da sperimentare a casa propria, agli incontri sportivi e molto altro ancora: io lo faccio già.

Curioso di sapere come?

  • ASSAPORANDO CUCINE ETNICHE E CIMENTANDOSI IN RICETTE DAL MONDO: si sa, la vera conoscenza di una cultura passa anche attraverso il palato e i sapori che rimandano a luoghi distanti sono la via più diretta per raggiungere il cuore di un popolo. Seduti intorno al tavolo si fa conoscenza delle tradizioni altrui e le si sedimenta ancora più nel profondo quando le si ripropone nella propria cucina.
  • LEGGENDO LIBRI, GUARDANDO FILM E ASCOLTANDO MUSICA CHE ISPIRINO: ciascuno sceglie come trascorrere i propri momenti di relax. C’è chi preferisce perdersi tra le pagine di un libro, immaginare realtà diverse attraverso lo schermo della televisione o abbandonarsi all’immaginazione sulle note di una canzone. Beh, anche questo è viaggiare, soprattutto se ci si focalizza su contenuti che rimandino facilmente la mente ad altri paesi e la conducano lontano, ispirando e talvolta stimolando anche la scelta dei viaggi.
  • PARTECIPANDO A MOSTRE DI ARTISTI STRANIERI: l’arte veicola il pensiero di chi la produce e racconta il suo personale punto di vista del mondo. Quadri e fotografie possono riportare a mondi distanti, inesplorati, per conoscere la prospettiva di chi – quel mondo – lo vive davvero.
  • PARLANDO CON LE PERSONE E FACENDOSI RACCONTARE LA LORO STORIA: dialogare, conversare con gli altri è il modo migliore per entrare in empatia con le persone e apprezzare la loro storia. Confrontarsi con chi proviene da realtà distanti da quella a cui si è abituati permette di ampliare i propri orizzonti e scoprire che, infondo, siamo tutti esseri umani, ciascuno con le proprie vite da raccontare.
  • RISCOPRENDO LA PROPRIA CITTÀ CON GLI OCCHI DI UN ESTRANEO: quante volte capita di ritornare da un viaggio e chiedersi perché non approcciare anche la propria città come una metropoli straniera e visitarla con la stessa curiosità che caratterizza un posto nuovo. Soliti luoghi, stessi percorsi: spesso si dà tutto per scontato. Chiedersi quali esperienze piacerebbe far conoscere a un turista nel posto in cui si vive permette di osservarlo sotto una nuova luce.

L’importante… è Viaggiare comunque.

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