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In breve

Antoni Gaudí, padre del modernismo, è l’architetto che più di tutti ha contribuito a definire l’immagine della città di Barcellona. Passeggiando per la capitale catalana è semplice rimanere affascinati dai suoi capolavori.

Esperienza suggerita: visita Barcellona alla ricerca delle opere di Gaudí.

Tempo di lettura: 5 minuti.

Barcellona, la capitale della Catalogna, è rinomata per essere la culla delle opere di Antoni Gaudí (1852-1926) – massimo esponente del modernismo catalano – che ancora oggi caratterizzano l’immagine della città.

A chi – come me – si reca nella metropoli spagnola, non può mancare certamente un tour tra i capolavori della sua architettura: meravigliarsi davanti all’imponenza della Sagrada Familia, ammirare gli interni di Casa Batlló Casa Milà (detta anche La Pedrera) o perdersi nei caratteristici giardini di Parc Güell che sovrastano la città permette di immergersi pienamente nel fascino senza tempo delle realizzazioni di questo grande artista.

Ma chi era questo personaggio così eclettico? Come mai ha trovato proprio in Barcellona terreno fertile per le sue costruzioni? Che cosa rende unico il suo stile?

Gaudi, padre del Modernismo

Immagina un giovane Gaudí che si trasferisce nella capitale catalana per studiare architettura.

Davanti ai suoi occhi si presenta la Barcellona di fine Ottocento che, spinta dalle aspirazioni della ricca borghesia, sta vivendo un periodo di grande espansione e di apertura verso la sperimentazione e le avanguardie. L’obiettivo è duplice: da un lato modernizzare la città distinguendola dall’immobilismo del resto del Paese per essere competitivi sulla scena internazionale, dall’altro far emergere le peculiarità della cultura e della società catalana, affermando il proprio orgoglio nazionalista. 

Questo contesto favorisce la nascita del movimento modernista – chiamato Art Nouveau in Gran Bretagna e in FRANCIA, Liberty in Italia e Jugendstil in Germania – che aspira a creare nuove forme architettoniche riprendendo elementi della tradizione catalana e utilizzando linee morbide e motivi ispirati al mondo della natura e degli animali. 

Tale ambiente così incentivante permette al giovane Gaudí di interpretare lo stile modernista a proprio modo e con un linguaggio personale, consacrandolo massimo esponente del movimento.

Gli anni della svolta

Gaudí matura quindi il suo stile originale ed eccentrico in un periodo storico di grandi stimoli e di confronto tra nazioni. 

Terminati gli studi, è proprio in occasione dell’Esposizione Universale di Parigi del 1878 che l’architetto ventiseienne incontra colui che diventerà il suo mecenate – l’industriale Eusebi Güell – che da lì in avanti gli commissionerà diverse opere.

Gaudí incomincia così a definire meglio la propria tecnica: uso del cromatismo – dal momento che sostiene che “la Natura non ci presenta nessun oggetto in maniera monocromatica, del tutto uniforme per ciò che riguarda il colore” – e concepimento di un’architettura dentro la natura, fedele alle sue leggi. 

Via libera quindi alle linee sinuose e forme asimmetriche che imprimano all’opera movimento, leggerezza e vitalità e ai decori in ferro battuto, in vetro colorato e in ceramica.

Uno stile unico

La genialità di Gaudí si esprime attraverso le numerose opere che costellano la città di Barcellona.

Muovendosi ad esempio all’interno di Parc Güell (1900 – 1914) è possibile comprendere perfettamente l’idea di architettura di Gaudí: un grande complesso urbano ispirato al concetto anglosassone di città-giardino situato sul fianco di una collina a nord del centro di Barcellona – una zona molto rocciosa e piena di dislivelli – che permette all’architetto di cimentarsi così nella progettazione del paesaggio, costruendo viadotti, piazze, strade e muri di cinta.

L’intento è ben visibile: creare un’area in cui si integrino perfettamente architettura e natura, caratterizzata da uno spirito giocoso con strutture dalle forme surreali e policrome. Passeggiando all’interno si ha davvero la sensazione di essere sospesi tra realtà e fantasia.

Parc Guell

Parc Güell | © Viaggiarecomunque

Nella famosa Casa Batlló (1904 e il 1907) Gaudí rappresenta una nuova espressione architettonica dove i riferimenti agli stili sono ormai superati. 

Si tratta di un complesso di appartamenti ubicato nell’elegante Passeig de Gràcia e facilmente riconoscibile per la stravagante facciata tempestata di frammenti di piastrelle blu, malva e verdi e di dischi ceramici smaltati che richiamano il dipinto impressionista Le Ninfee di Monet, per le linee curve delle finestre e per i balconi che ricordano delle maschere.Ninfee di Monet

La particolarità dell’edificio ha da sempre destato stupore e interesse, tanto che gli abitanti di Barcellona hanno appellato la casa con nomi strani quali “casa delle ossa” – per le colonnine delle tribune della facciata simili a tibie – o “casa degli sbadigli“.

Ma anche l’interno è altrettanto stravagante e unico nel suo genere. Non voglio svelarti troppo, quindi ti invito ad andare a visitarla.

Casa Batlló

Casa Batlló | © Viaggiarecomunque

Casa Milà (1906 – 1912) – soprannominata La Pedrera, la cava, dai barcellonesi per via del suo roccioso aspetto esterno – con la sua facciata ondulata, le ringhiere dei balconi  in ferro battuto e i soffitti in gesso con rilievi di grande dinamismo è uno degli edifici simbolo della città.

Gli elementi forse più popolari dell’intera struttura sono gli inquietanti comignoli che somigliano a silenziosi guardiani scolpiti nella roccia dall’acqua e dal vento. Il tetto dell’edificio ricrea infatti un modo onirico e suggestivo abitato da figure antropomorfiche, ma da cui si può godere un incantevole panorama sui tetti della città.

Casa Milà - La Pedrera

Il tetto di Casa Milà | © Viaggiarecomunque

Ma l’opera che più di tutte affascina chi la visita per la prima volta per la sua imponenza è sicuramente la Sagrada Familia – la catedrale simbolo di Barcellona – i cui lavori furono affidati a Gaudí nel 1883, ma che ancora oggi risultano in corso. La “Cattedrale dei Poveri” doveva infatti finanziarsi esclusivamente mediante donazioni. O è stato forse lo stesso architetto a ipotizzare una costruzione che fosse in continuo divenire e che potesse evolversi, senza porsi limiti di spazio e di tempo?

La basilica di ispirazione gotica mostra tutta l’abilità dell’architetto e la sua esperienza costruttiva, che si manifesta nei numerosi studi e plastici in grande scala ritrovati con cui Gaudí sperimentava la geometria, i colori, le forme e i suoni.  

Ciò che lascia a bocca aperta, oltre alla facciata, è la particolarità dell’interno in cui si innalzano colonne che richiamano alberi e rami, statue e bassorilievi, uniti a un uso sapiente della luce che si infiltra dalle vetrate colorate.

L’esperienza di entrare nella Sagrada Familia e di mettere da parte per un momento la razionalità, facendosi trasportare dalle sensazioni, è un qualcosa di imperdibile.

Vetrate Sagrada Familia 

Vetrate Sagrada Familia | © Viaggiarecomunque

La vita dell’artista termina nel giugno 1926 in seguito a circostanze drammatiche: Gaudí viene investito da un tram mentre si sta recando alla chiesa di San Filippo Neri per pregare.

Così si conclude la carriera di un grande artista che ha contribuito a rendere unica Barcellona e la cui eredità è ancora ben visibile in tutta la città.

Barcellona ti aspetta!

Biografia Antoni Gaudí

Provato da me

Creo contenuti per il web e progetto itinerari, ma soprattutto sono una viaggiatrice appassionata. Insieme a me puoi scoprire il mondo ogni giorno, attraverso stimoli ed esperienze che ti permettano di approfondire le diverse culture. Credo fortemente che viaggiare significhi guardare con curiosità e occhi sempre nuovi tutto quello che ci circonda.

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