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  >  ASIA   >  BALI: I TEMPLI DA NON PERDERE
Pura Tirta Empul

Bali, l’isola degli dei. Mai fu inventato un soprannome più calzante. Un paradiso fatto di verdi risaie, montagne vulcaniche ricoperte di boschi, spiagge da sogno ideali per praticare surf, ma soprattutto templi induisti dove si respira un’atmosfera di silenzio e rispetto. Sì, perché Bali, all’interno del suo territorio che corrisponde per dimensioni a quello della Liguria, conta ben 20.000 templi nascosti nei luoghi più impensabili.

La spiritualità, infatti, ricopre un ruolo centrale nella vita dei balinesi, scandita da rituali e preghiere. La giornata inizia presto con la preparazione e la presentazione delle offerte, fatte di foglie di palma intrecciate e contenenti fiori, riso e incenso, che vengono posizionate sugli altari domestici, all’ingresso delle case, nei negozi e nei templi. Prosegue poi con le normali attività quotidiane, che lasciano comunque spazio alla religione, per concludersi con la visita ai templi per ulteriori preghiere o per partecipare a cerimonie. 

La vita religiosa balinese non è un fatto individuale ma è fortemente comunitaria, dove le cerimonie e le pratiche rituali sono spesso eventi collettivi che rafforzano i legami sociali e culturali e dove la partecipazione attiva alla vita del tempio è vista come un dovere e un privilegio.

Per un turista, tutto questo può risultare molto affascinante, ma essendo così numerosi i templi da visitare, è difficile orientarsi e sapere quali includere nel proprio itinerario. Scopriamolo insieme.  

Pura Tanah Lot
Pura Tanah Lot | © Viaggiare comunque

quali templi vedere a bali

PURA ULUN DANU BRATAN (Nord di Bali). Uno dei templi più iconici e pittoreschi di Bali, è  situato sulle rive del lago Bratan ed è dedicato alla dea dell’acqua per chiederle protezione per il controllo delle risorse idriche necessarie all’agricoltura e alla vita quotidiana. Il tempio è un esempio di architettura classica balinese, con diversi meru (torri a più livelli), templi e pagode disseminati all’interno del complesso. Le acque calme e la nebbia che avvolgono il tempio la maggior parte dei giorni dell’anno creano un’atmosfera mistica. 

PURA LEMPUYANG (Est di Bali). Famoso non solo per la sua importanza spirituale, ma anche per le sue spettacolari viste panoramiche, in particolare dalle “Porte del Paradiso” che incorniciano il Monte Agung sullo sfondo. Il complesso è composto da diversi templi situati lungo un percorso che porta alla vetta del monte, su cui è situato il tempio principale. Pura Lempuyang è dedicato a Ida Betara Hyang Iswara, una delle manifestazioni di Shiva ed è uno dei templi più sacri di Bali. 

PURA LUHUR BATUKARU (Ovest di Bali). Posizionato sul versante sud-occidentale del Monte Batukaru, la seconda montagna più alta dell’isola, questo tempio è immerso in una foresta pluviale lussureggiante e offre un’atmosfera di pace e serenità. Si tratta di un luogo di culto per chiedere protezione, prosperità e fertilità, particolarmente importante per gli agricoltori della regione. Rispetto ad altri templi balinesi, offre un’esperienza più tranquilla e meno affollata, ideale per gli appassionati di fotografia. 

PURA BESAKIH (Centro di Bali). Il tempio più grande, importante e sacro dell’isola è conosciuto anche come il “Tempio Madre” di Bali ed è dedicato alla suprema divinità balinese. Qui, abitanti del posto e turisti affollano il complesso sulle pendici del Monte Agung, il vulcano più alto dell’isola. Sono più di 80 i santuari individuali distribuiti su sei livelli, che rappresentano il cosmo balinese e i principi dell’induismo. L’elevata posizione del tempio offre viste spettacolari sul paesaggio circostante, comprese le risaie terrazzate e le foreste.

PURA TIRTA EMPUL (Centro di Bali). Questo caratteristico tempio nei dintorni di Ubud è una tappa obbligatoria per chi è a Bali, per visitare la sua sorgente d’acqua sacra dalle proprietà curative che i balinesi utilizzano per rituali di purificazione immergendosi nelle piscine rettangolari al centro del complesso. Il tempio è dedicato a Vishnu, la divinità hindu dell’acqua, ed è immerso in un paesaggio verdeggiante circondato da colline e risaie, che crea un ambiente sereno e tranquillo.

GOA GAJAH (Centro di Bali). Dedicato a Ganesh (la divinità dalla testa di elefante) e noto come la Grotta dell’Elefante, è uno dei siti archeologici e culturali più affascinanti di Bali che offre una perfetta combinazione di elementi storici, architettonici e naturali. La sua caratteristica principale è la grotta scavata nella roccia, il cui ingresso è decorato con elaborate sculture raffiguranti volti demoniaci e figure mitologiche. Davanti alla grotta si trovano due piscine di purificazione dove statue femminili versano acqua sacra dalle brocche che tengono in mano.

PURA LUHUR ULUWATU (Sud di Bali). Situato in una posizione mozzafiato su una scogliera a picco sull’oceano, è uno dei templi marini più suggestivi di Bali nonché una delle principali attrazioni turistiche dell’isola. Dedicato al dio della distruzione e della rigenerazione, è costruito secondo la tradizionale architettura balinese e si mostra in tutta la sua bellezza specialmente all’orario del tramonto. La foresta circostante è abitata da scimmie, mentre ogni sera i visitatori possono assistere a una spettacolare esibizione di danza Kecak. 

PURA TANAH LOT (Sud di Bali). Uno dei templi più fotografati di Bali famoso per la sua posizione unica su un’isoletta rocciosa, Pura Tanah Lot è circondato dall’oceano e dalle onde che si infrangono sulla scogliera, offrendo uno spettacolo mozzafiato e una profonda esperienza spirituale. La posizione del tempio offre spettacolari viste panoramiche, in particolare durante il tramonto, quando il sole colora il cielo e l’oceano con sfumature mozzafiato.

Pura Ulun Danu
Pura Ulun Danu Bratan | © Viaggiare comunque

COME ORGANIZZARE UN VIAGGIO A BALI

Quanto tempo trascorrere a Bali: nonostante le dimensioni contenute dell’isola, Bali offre un elevato numero di attrattive, tra cui templi, risaie, vulcani, cascate e spiagge. Una settimana è il tempo minimo da dedicare a Bali, ma spesso non è sufficiente per toccare i punti principali perché – soprattutto durante l’alta stagione – il traffico è intenso e spostarsi tra i vari luoghi di interesse può richiedere molto tempo. Il consiglio è di dedicare a Bali un soggiorno di almeno 10 giorni, dormendo in diverse parti dell’isola per ottimizzare i tempi degli spostamenti. 

Come muoversi a Bali: il modo migliore e più agevole per spostarsi a Bali è affittando uno scooter (è richiesta la patente internazionale e sono frequenti le multe da parte della polizia locale). Una soluzione più sicura è organizzare gli spostamenti con le agenzie locali che metteranno a vostra disposizione un driver privato che vi accompagnerà durante tutto il soggiorno. Si tratta di un modo per favorire la popolazione locale e conoscerla da vicino: spesso i driver diventano veri e propri compagni di viaggio con cui si instaura un rapporto di fiducia e affetto. I taxi (o Grab) sono frequenti e piuttosto economici. 

Dove dormire a Bali: la maggior parte dei viaggiatori prediligono il sud, in particolare località come Seminyak o Kuta che offrono strutture ricettive di vario livello, negozi, locali e ristoranti, con comfort occidentali. I surfisti preferiscono Canggu o Uluwatu, località note per le onde consistenti e l’atmosfera rilassata. Ubud è la meta ideale per chi ama la natura e vuole avvicinarsi alla spiritualità dell’isola, mentre Lovina, a nord, è perfetta per scoprire una zona incontaminata di Bali e osservare i delfini. 

Quanto costa visitare Bali: rispetto al passato, Bali sta diventando una meta molto gettonata e quindi anche i prezzi si stanno adeguando alla vastità della domanda. Nonostante questo, è ancora possibile trovare soluzioni adatte a ogni esigenza di spesa e trascorrere una vacanza con poche limitazioni senza spendere una fortuna. 

Pura Uluwatu

Creo contenuti per il web e progetto itinerari, ma soprattutto sono una viaggiatrice appassionata. Insieme a me puoi scoprire il mondo ogni giorno, attraverso stimoli ed esperienze che ti permettano di approfondire le diverse culture. Credo fortemente che viaggiare significhi guardare con curiosità e occhi sempre nuovi tutto quello che ci circonda.

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